Qualche giorno fa la CNN ha pubblicato uno studio dal titolo “Women's progress boosts men who 'marry up,' study says”. In altre parole, il progresso delle donne nella società e nel mondo del lavoro è diventato un vantaggio per gli uomini che le sposano.

Tale studio, a capo del quale c’è ChangHwan Kim, professore dell'Università del Kansas, mette in evidenza i cambiamenti nell’idea classica di famiglia. Fino a pochi anni fa, infatti, il matrimonio era visto come un modo di migliorare la condizione sociale soprattutto per la donna, che aveva meno probabilità di affermarsi nel mondo del lavoro.

Tuttavia, l’evoluzione sociale che ha investito il mondo intero ha messo in evidenza un peso sempre maggiore delle donne in tutti i campi lavorativi, tanto che oggi sono più gli uomini che le donne a beneficiare di un avanzamento sociale grazie al matrimonio.

Più le donne si affermano, più gli uomini possono beneficiare dei loro progressi. Questo cambiamento è stato innescato da vari fattori, tra cui un accesso maggiore all’istruzione e maggiori opportunità di fare carriera anche nelle cariche più alte di multinazionali e aziende. Di conseguenza, le donne hanno più opportunità di raggiungere una posizione sociale privilegiata e ben pagata.

Ecco che l’idea del capofamiglia necessariamente uomo diventa anacronistica per favorire un’idea paritaria o a volte anche ribaltando i classici ruoli definendo in maniera differente chi “porta i pantaloni in famiglia”.

La presente ricerca, di certo, mette in tavola tutto il progresso sociale che si è vissuto negli ultimi anni e nell’ultimo secolo e concordiamo sui cambiamenti avvenuti anche nel rapporto uomo-donna.

Ma allo stesso tempo preserviamo una visione più “romantica” delle cose. Continuiamo a considerare il matrimonio qualcosa di più di una “sistemazione sociale” per entrambi i sessi e ci auguriamo che la scelta di convolare a nozze prescinda da convenzioni e si basi sull’affermazione di un sentimento tanto grande, da volerlo festeggiare con tutti i propri cari.